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Le Figure 2017-01-14T22:08:29+00:00

Carnevale Cattafese: scopri tutte le maschere! Scacciuni, Dami, Maschiredda e tutte le altre figure tipiche!

‘A Maschira: ogni anno a Cattafi di San Filippo del Mela in Sicilia. 

La Fioraia

La Fioraia
Rappresenta il simbolo della gioventù, della bellezza, della femminilità. Della Màschira è il nucleo. Nella sfilata procede sempre scortata dal “Capuscacciùni” (il quale è l’unico che può “ballare a coppia” con lei) ed attorniata dagli altri Scacciùna che le ruotano attorno in segno di protezione. La si riconosce perché porta al braccio un cesto di viole che, al comando verbale del Capumàschira : “Fioraia fa il tuo dovere!!”, usa regalare a persone del pubblico. Essere omaggiati dei fiori dalla Fioraia rappresenta motivo di grande orgoglio per chiunque li riceva.

Sciaccuni

‘u Scacciuni

Personaggi d’altri tempi, leggendari, mitici.
Si materializzano come d’incanto, nel giorno del carnevale, ballando al ritmo vertiginoso della tarantella e brandendo i loro “nèrbi” a protezione della Fioraia (che rendono inavvicinabile da chiunque) e dell’intera Màschira.
Sono le figure più emblematiche e misteriose.
Sempre in numero dispari, disegnano precise coreografie nell’ambito dello schieramento.
Potrebbe capitare di venire “pizzicàti” dal “nèrbu d’ù scacciùni”:
Ciò può accadere allo spettatore disattento quando “passa a Màschira” o allo sprovveduto che tentasse di attraversarne la sfilata.

Dàmi

Dami
‘A Dàma è’ la figura femminile d’a còppia, ossia i ballerini. Tradizionalmente il ruolo è interpretato da uomini travestiti, come accade anche per la Fioraia.
Il motivo va ricercato nel fatto che anticamente non era consentito alle donne “mischiarsi” agli uomini, durante il ballo. Va detto, però che nella pantomima ‘A Dàma (altresì detta ‘A Fìmmina) non compare mascherata ma viceversa ha il “viso pulito”. Per questo nel ruolo vengono scelti i giovani dalle caratteristiche somatiche più confacenti. Veste abiti di raso o di stoffa pregiata, indossa scialli variopinti e porta “u fazzulèttu a tèsta”.

Cavalèri

Cavalèri
‘U Màsculu è l’altra metà d’a còppia.
Il ruolo d’u cavalèri viene, di norma, ricoperto da persone d’esperienza, abili nel “sapìri puttàri” ossia nel “condurre” la dama, seguendo gli schemi e le coreografie del ballo comandato.
Il personaggio veste un abito scuro e cappello a falda nero,camicia bianca e cravatta.
Si tratta, in sintesi, del vestito che anticamente si usava nei giorni di festa, del vestito col quale ci si sposava o…. si partiva per l’emigrazione.
Per questo i Cavalèri non appaiono tutti vestiti alla stessa maniera: perché il loro non è un costume.

Capumàschira

Capumàschira
E’ figura carismatica e autoritaria. ‘U Capumàschira è l’antico “màstru ì ballu” ossia colui il quale comanda à contradanza.
Gestisce la situazione e decide le sorti del ballo. Intrattiene rapporti stretti con la “Prima Coppia” e col “Maièstru” ossia il maestro, il
capo dei musicanti. La“Prima Coppia” è di importanza fondamentale nell’economia del ballo poiché da essa partono le coreografie di ciascuna danza. Dopo “ì fimmàti” (le soste della sfilata durante le quali i figuranti vengono invitati al tavolo delle libagioni dagli abitanti del quartiere)
‘u Capumàschira, d’intesa col “Maièstru” riprende il comando della sfilata al grido di: “Dalla prima coppia….a passeggiu!”

I Fìmmini

I Fìmmini
E’ un gruppo di giovani e belle ragazze del paese che con il loro costume ornato di nastri colorati, richiamando lo stile dello Scacciùni, fanno da coreografia alla  Màschira.
Nasce intorno agli anni ’80 per volere di Salvatore Zullo, importante figura storica del paese, che, con l’aiuto della signora Mary Bianchi, ideatrice del costume, li volle attorno alla Màschira per aggiungere un tocco di pura femminilità. Si esibiscono in balli tipici siciliani e a passo di tarantella portano allegria, spensieratezza e folklore.

A Màschiredda

A Màschiredda
Il Futuro della Maschira, saranno loro fra un paio d’anni ad alimentare la voglia e il desiderio di portare avanti questa antica tradizione.
A Maschiredda è composta da ragazzini e ragazzine vestiti da contadini con la classica coppola, che eseguono balli al ritmo di tarantelle circondati da Scacciuneddi, piccoli Scacciuni che iniziano a fare i primi passi, esercitandosi nella scacciata per poi passare con i più grandi nel ruolo di Scacciune vero e proprio.

Buffùna

Buffùna
E’ un gruppo organizzato di “macchiettisti” dai quali occorre stare in guardia. Vi avvicinano con fare innocente e vi fanno destinatari di scherzi d’ogni tipo.
I Buffùna sono parte storica della sfilata. In alcune circostanze improvvisano veri e propri scketch che suscitano grande ilarità tra il pubblico.

Spazzìni

Spazzìni
Viaggiano unitamente ai Buffùna.
La loro vista è segno che à Màschira è in arrivo.
Difatti i spazzìni la precedono ed hanno il compito di spazzare, il luogo “a unni s’àvi aballàri” ossia dove si andranno ad eseguire le coreografie della danza, prime tra tutte “’a Ronda”.
Sono protagonisti anch’essi di piccole divertenti scenette improvvisate.

Ciusciacanìgghia

Ciusciacanìgghia
Cacciatori di frodo del coriandolo… Anticamente (prima dell’invenzione dei coriandoli) col loro fucile modificato ad arte “sparavano canìgghia” (mangime per animali.) Il malcapitato che viene preso di mira, non può sfuggire all’infallibile arma del Ciusciacanìgghia il quale, pur di raggiungere l’obiettivo, non esita a compiere temerarie manovre di aggiramento. Fare attenzione, dunque!!

Musicanti

Musicànti
E’ l’antica orchestrina delle feste da ballo, di quelle che si organizzavano in casa, “alla sonfasò”.
O anche la si poteva ascoltare nei saloni dei barbieri.
Chitarra, mandolino, fisarmonica, tamburello, friscalèttu i canna e tanta voglia di divertirsi e divertire.
Nella sfilata segue gli ordini del “Maièstru” ed è responsabile del ritmo del ballo che, necessariamente, deve mantenersi altissimo.

Corteo Storico

Corteo Storico
Il Corteo capitanato dal Barone Balsamo, e dai suoi cavalieri,
sfila per il paese davanti alla maschira con vesti rinascimentali.
Fù lui, nel luglio del 1544, Antonio Balsamo, barone di Cattafi, che, con 120 armati a cavallo, accorse in aiuto alle altre forze, (contadini), riuscendo a far prendere il mare alle orde di Hjerddis Barbarossa, ammiraglio di Solimano I, che si erano spinte, saccheggiando ed incendiando, tutto quello che si trovavano davanti.